Una Settimana sotto Stress (Test)

È stata senz'ombra di dubbio una settimana stressante.

Colpa non solo del caldo, ma soprattutto dei test e degli eventi che negli ultimi sette giorni hanno contribuito a verificare la resilienza dei mercati.

Ma procediamo con ordine e partiamo dagli Stati Uniti, dove la Fed ha pubblicato i risultati dei tre differenti stress test eseguiti nel corso dell'anno, promuovendo a pieni voti le 23 banche messe sott'esame, a riprova dei forti livelli di capitale e della potenziale capacità di "continuare a concedere prestiti a famiglie e imprese durante una grave recessione".

La notizia è per il vicepresidente per la supervisione bancaria Randal K. Quarles la dimostrazione che "il sistema bancario è fortemente posizionato per supportare la ripresa in corso".

Una certezza necessaria, dato che i risultati incoraggianti ottenuti dalla simulazione di ipotetiche recessioni dovranno cercare di tranquillizzare gli investitori, allarmati da una curva di rendimento in leggero appiattimento causa le parole della stessa Fed nel vertice FOMC della scorsa settimana, che hanno fatto segnare il -5,25% al Financial ETF (NYSE:XLF)

 

La Fed però rilancia.

E per fortuna ci ha pensato il suo governatore Jerome Powell a scongiurare qualunque preoccupazione: il possibile rialzo dei tassi non avverrà prima del tempo, come ipotizzato invece settimana scorsa. 

La Federal Reserve non alzerà dunque i tassi di interesse nonostante l'inflazione di maggio si sia attestata sul 5%, e questo perché per Powell è “molto, molto improbabile” un ritorno all'iper-inflazione al 10% come a inizio anni '80.

La dichiarazione, ben accolta dai mercati assieme al jobless claims e al PIL, ha sostenuto l'andamento dei principali indici statunitensi facendo guadagnare al Nasdaq il +1,9%, al Dow Jones il +2,2%, e allo US500 il +1,75%, garantendo un sensazionale profitto per tutti i membri della Sala Nasdaq e i possessori del DRX con oltre 100, 60 e 50 pips di profitto ricavati da tre differenti segnali! 

 

Decisamente sotto stress anche le scorte di greggio.

Dopo aver scambiato i Futures dell'oro nero ai massimi pluriennali nella giornata di giovedì, con WTI in consolidamento a $73 dopo aver toccato i $74,2 e il Brent sopra i $75, la pressione sulle scorte negli Stati Uniti inizia ad intensificarsi, dopo una riduzione di 7,6 milioni di barili che segna dei nuovi minimi da marzo 2020.

La community ringrazia, avendo acquistato sotto i $70 già da tempo.

Per ora la situazione sembra incoraggiante, dato che a calare non sono state solo le scorte di greggio ma anche quelle di benzina, a conferma della crescita della domanda.  Il prezzo del petrolio manterrà i suoi valori attuali almeno fin quando l'Opec+ non deciderà di intensificare la produzione a partire da agosto, 

 

Concludiamo con Bitcoin, che resiste alla forte pressione esercitata.

Dopo aver testato la resistenza dei $30.000 ed essere crollato $28.600, la regina delle crypto ha segnando una ripresa considerevole mostrando una forza considerevole rispetto alle influenze che ne impediscono la ripresa completa.

Ribalzando a $34.000 sulla scia dei commenti accomodanti della Fed, BTC è riuscita a scampare alla stretta sud coreana e a quella cinese, che prevede di ridurre il 90% della capacità di mining della Cina e, dunque, vil 65%/75% della capacità globale di mining: una scelta nient'affatto negativa per il resto dei miners del pianeta, che vedranno così aumentare la convenienza delle proprie attività di estrazione. 

 

In attesa di nuovi stress test, vi diamo appuntamento alla prossima settimana, invitandovi a tradare con intelligenza, e a seguire i consigli di Don Forex, per vivere questa c***o di vita!

 

Team Don Forex

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